Deep Purple “Made in U.S.A.”

Made in U.S.A. – Gothic Tapes, Europe (senza numero di catalogo). Lato A: Speed King/ Strange kind of Woman. Lato B: Child in Time. Live at Swing Auditorium, San Bernardino, CA, U.S.A., January 28 1972

Il titolo ci toglie subito qualsiasi dubbio: siamo nelle vicinanze del live per eccellenza, e sarà con questo che dovremo confrontarci e, in tutta onestà…

… il confronto con l’immenso “Made in Japan” non è così perdente per questo bootleg, di vecchia fattura, con un inserto stampato ed incollato sulla jacket bianca, ancora un Dubplate trasparente in 30 copie numerate. Il concerto è precedente alla mitica tourneè dell’Agosto del 1972, ma i prodromi di quello spettacolo sono ben presenti in questa ottima registrazione del gennaio 1972, a San Bernardino, California. Chiaramente si tratta di un estratto del concerto che fu tenuto in quella serata, d’altronde i Deep Purple erano una band “torrenziale” in grado di eseguire i loro brani in maniera estesa senza nessuna caduta di tono o di ritmo, tanto che in altri loro bootlegs relativi ai primi anni ’70, si è dovuto optare per spezzettare i brani più lungi su due facciate dei dischi, cosa che personalmente trovo alquanto irritante, ma d’altronde… Tornando a noi, si possono ascoltare una poderosa versione di Speed King, probabilmente il brano di apertura del concerto, anche alla luce di alcuni provvidenziali aggiustamenti dei volumi tipici dei primi minuti di concerto, che hanno restituito la voce di Ian Gillan al nostro ascolto, in ottime condizioni. Dopo poco i vari toni e volumi risultano essere equalizzati in maniera soddisfacente e quindi si può iniziare a godere di una esecuzione decisamente vigorosa, a mio parere molto più coinvolgente di quella reperibile nell’ufficiale live “In Concert” doppio lp datato febbraio 1970 e marzo 1972, dato alle stampe nel lontano 1980, un ottimo prodotto, a mio parere però eccessivamente freddo nell’impeccabilità delle esecuzioni: forse l’essere state pensate per gli spettacoli radiofonici della BBC, segnatamente il John Peel Radioshow e quello del dj Mike Harding ha reso le prestazioni un pochino “misurate”; al contrario, l’atmosfera dello Swing Auditorium era decisamente rovente ed è ben percepibile da questa registrazione: devo segnalare che quella sala da concerto negli anni ’70 fu spesso teatro di esibizioni roboanti, basti ricordare nel 1976 le serate effettuate da Ted Nugent, decisamente nel suo periodo più selvaggio, ma magari ne parlerò in un altra occasione. Ora voglio segnalare che “Speed King” corre veramente veloce ed arriva al termine quasi tutta d’un fiato, senza poterci pensare su più di tanto. Direi una esecuzione impeccabile a tutti gli effetti; segue una altrettanto interessante versione di “Strange kind of Woman”, con il classico duello tra la chitarra di Ritchie Blackmore e la voce di Gillan, due strumenti in grado di travolgere il pubblico con continui rimandi l’uno a l’altro, alla ricerca della nota più elevata. Il resto della band non rimase certo a guardare, anzi fornì una prestazione di alto livello nel creare una solida ritmica ove far appoggiare le note dei summenzionati “duellanti”. Anche quì, tutto è proceduto bene sino alla fine, con i classici acuti spaccagola a concludere sulle note dell’organo di Ion Lord. La seconda facciata vede protagonista una versione lunga di Child in time, ancora un occasione per far dare a tutti i membri della band una ulteriore lustrata alle proprie medaglie; molto interessante è la sezione ritmica interpretata da Ian Paice e Roger Glover, in maniera indefessa, senza mostrare il benchè minimo segno di esitazione ed ancora una volta, si va verso la chiusura del brano con un classico crescendo tra chitarra, organo e voce, vero marchio di fabbrica della “più rumorosa e potente band del mondo!”

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